UID 2016 | La ragioni del disegno

XIII Congresso dell’ Unione Italiana per il Disegno
38° Convegno Internazionale dei Docenti della Rappresentazione
FIRENZE 15 | 16 | 17 September 2016

LE RAGIONI DEL DISEGNO

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La funzione del disegno è […] di assegnare agli edifici e alle parti che li compongono una posizione appropriata, un’esatta proporzione, una disposizione conveniente e un ordinamento armonioso, di modo che tutta la forma della costruzione riposi interamente nel disegno stesso. Ciò premesso, il disegno sarà un tracciato preciso e uniforme, concepito nella mente, eseguito per mezzo di linee ed angoli, e condotto a compimento da persona dotata d’ingegno e di cultura”. Alberti, De re aedificatoria,

La tradizione accademica fiorentina nell’ambito del “DISEGNO”, quale mezzo per l’analisi, l’espressione e la figurazione dell’architettura e del suo ambiente, vanta per privilegio storico molti illustri rappresentanti. Ne sono testimonianza due antiche istituzioni: l’Accademia delle Arti del Disegno ed il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, dove sono raccolti esempi magistrali di disegni con caratteristiche e intenzioni mirate nella rappresentazione. Dunque le geometria degli architetti rinascimentali e gli studi della prospettiva del Brunelleschi e di Piero della Francesca hanno indicato una strada sapiente e che nel solco della tradizione si è evoluta in particolare nel concetto della rappresentazione, operazione mai disgiunta da una scientificità controllata e controllabile. Il Convegno UID Le ragioni del disegno parte da questa realtà per un confronto con la complessità degli strumenti attuali e la elaborazione degli esiti ottenuti impiegando le nuove tecnologie nelle elaborazioni grafiche ormai “oltre” le convenzioni bidimensionali e tridimensionali. Questi prodotti sono spesso sorprendenti, ma talvolta risultano impoveriti nel lessico espressivo del disegno e nella costruzione corretta del necessario “Modello” di riferimento che permetta di indagare, di analizzare e conoscere la realtà materiale e le intenzioni immateriali contenute nella forma visibile. È nozione riconosciuta dagli esperti che approfondendo la costruzione di questi elaborati innovativi si ritrovino regole geometriche e analitiche sempre derivate da quella geometria ordinatrice di controllo e di ricerca che era ed è la base culturale del disegno.

Il problema che si apre è la pluralità dei linguaggi e dei metodi scientifici di elaborazione che ogni campo, nel caso, tecnologico possiede e che occorre coordinare e saper bene interpretare verso le finalità prestabilite. Nell’ultimo dopoguerra l’area disciplinare del Disegno ha assunto una configurazione precisa, non solo didattica, ma teorica e di studio. Gli ambiti di interesse sono riconducibili alla elaborazione e determinazione degli elementi fondanti di ricerca progettuale nel senso più largo, dalla documentazione alla conoscenza critica, con l’uso del mezzo grafico quale veicolo insostituibile per chi, anche se in campi diversi, interviene a modificare, capire e conservare l’ambiente. La vitalità della ricerca si è poi trasferita nell’organizzazione della didattica con nuovi profili e declinazioni di successo. Questo connubio fra ricerca e docenza deve essere riconosciuto come testimonianza di vivacità della disciplina che ha saputo gestire tradizione ed innovazione e ha messo a disposizione, ad un livello alto, le proprie conquiste scientifiche in ambito didattico e interdisciplinare. Dalle considerazioni effettuate emerge il carattere di un’area che, orientata su obiettivi interdisciplinari, muove sempre dalle competenze specifiche del Disegno. Va preso atto che si tratta di un’area assai ricca di contenuti e di tradizione scientifica e sperimentale che, ponendosi come campo di analisi la matrice formale e l’elaborazione di verifica, può diventare fonte di risultati che recuperano i fondamenti della rappresentazione e la elaborazione teorica della forma attraverso la sua scomposizione e riacquisizione nell’immagine, bidimensionale o tridimensionale che sia, nella sua accezione statica, dinamica e interattiva.

Il convegno sarà strutturato secondo quattro focus tematici principali

Focus 1 – Le ragioni del Disegno come strumento di studio e approccio alla conoscenza
I problemi e gli interessi critici inerenti l’applicazione speculativa e l’uso del Disegno sono parte costitutiva dell’area della “conoscenza” che permette di interpretare e capire il costruito, quello prodotto e quello naturale, nelle sue matrici di appartenenza e discendenza, nella “forma apparente” e nelle trasformazioni logiche e geometriche, riconoscibili nel rapporto esistente tra intenzione progettuale, materia e misura.
Da questi presupposti discendono le finalità pratiche di applicazione dell’analisi conoscitiva in cui si riconosce il disegno, in quanto mezzo scientifico concettuale e strumentale, possibilità univoca ed omogenea di determinare i parametri di riferimento con i quali operare successivamente negli ambiti specifici.
Focus 2 – Le ragioni del Disegno come espressione della creatività e traccia del pensiero
progettuale
L’accezione espressiva del disegno ,se condotta nel solco della perfetta controllabilità per concretizzare un’idea, fornisce una libertà espressiva che non sarebbe possibile acquisire altrimenti.
Il Disegno viene quindi inteso come il “luogo del possibile”, dove l’idea che sta alla base del progetto si sviluppa, si trasforma si materializza.
Focus 3 – Le ragioni del Disegno come documento e protocollo per la rappresentazione
Indagare un disegno significa ripercorre la strada che l’esecutore ha compiuto durante la stesura, interpretare i segni tracciati, e le ragioni che hanno generato la forma finale.
Il Disegno è strutturato infatti su una base rigorosamente scientifica: la Geometria, la conoscenza e l’uso della quale rendono rigorosa l’operazione del “rappresentare”. La Geometria è mezzo
inalienabile per gestire l’espressività spaziale di un disegno, e visualizzarlo efficacemente e correttamente secondo regole rigorosamente sperimentate, ma è anche strumento speculativo
inequivocabile nell’indagine della forma attraverso la ricerca della sua struttura, dalla bidimensionalità alla tridimensionalità della realtà, dal segno al significato, dal progetto all’oggetto.
Focus 4 – Le ragioni del Disegno come narrazione
Come metalinguaggio, il disegno costituisce la base di molte discipline specialistiche di interesse di progettista, designer e pianificatore, e, condividendone i codici, è condizione necessaria alla
comunicazione di qualunque aggettivazione dell’architettura.
Il “segno” indica e ovviamente segnala una memoria, una volontà che il disegno comprende e svela, riportando alla coscienza dell’operatore il contenuto di un messaggio, quale che ne sia il campo di
applicazione o del racconto che esso dispiega anche in campi forse meno centrati sullo specifico “disciplinare” del Disegno: dal dispiegamento dell’immaginario nella letteratura di viaggio o nel
fumetto, piuttosto che nella esplorazione immaginifica dello storytelling trasversale a tanti ambiti comunicativi odierni.